Philippe Daverio – Il Rinascimento che si eterna

Non vorrei mai scrivere frasi di encomio e pensieri di affetto quando scompaiono interpreti del sapere e dell’arte. Perché la loro testimonianza non scompare. Rimane impalpabile e definitiva, tassello fondamentale che riesce a dar senso al complicato mosaico di ciò che definiamo “bello”.

Oggi in punta di piedi è andato via Philippe Daverio. A un’età in cui si è ancora molto resistenti alla morte. Ma ci sono uomini che come lui tormentano la mente per una vita, ma poi il corpo cede. In silenzio è scomparso, lui che sulla scena del raccontare era la voce della bellezza armonica e la bellezza declamava con parole sempre definitive. La descriveva con garbo, mascherato in quegli abiti inconsueti e con al collo quei papillon di trasandata eleganza. Addosso a chiunque quella “mise” sarebbe apparsa clownesca.

Ma lui era Philippe Daverio, il sorridente, l’arguto, il salace, lo scettico, il volteriano. Principalmente però, era l’esteta, il Petronio Arbitro a cavallo di due secoli. Colui che ha messo d’accordo tutti sul significato di bellezza prendendo spunto talvolta da un dipinto, talaltra da una forma architettonica. O spiegandoci con chiarezza inimitabile la grazia di una serliana e la sua storia.

E’ stato, Daverio, un eccezionale interprete dell’estetica, l’audace traduttore dei temi più nascosti delle rappresentazioni artistiche. Ce le ha mostrate zoomando quello che pochi occhi sanno vedere e comprendere veramente. L’Italia dell’arte, come l’ha raccontata lui, ha moltiplicato per cento la curiosità anche dei meno curiosi. Sono quelli che hanno preso a innamorarsi (anche da sognatori, da atei, da laici), di icone bizantine e di affreschi di sperdute chiesette alpine. Ci ha detto che l’Italia è lo scrigno delle più straordinarie ricchezze d’arte del Pianeta e che nessun angolo di esso ha mai avuto il privilegio di possederne di uguali. L’Italia non lo sa mentre il mondo stupisce.

Era un profeta sorridente, Daverio, quando in “Passepartout” parlava, interpretando canzonatorio ciò che un oggetto racconta. Era l’uomo di un Rinascimento che con lui non è mai finito. Ti rivedrò vivo nella voce e nei sorrisi incantatori, dietro quegli occhialini che sono un ossimoro di eleganza, ti rivedrò a lungo Philippe Daverio, e mi convincerò che quelli come te lasciano tracce indelebili.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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