8 marzo 2012

di Paolo Pozzuoli

È finito il tempo della mimosa, il delicato e soffice fiore simbolo della liberazione ed emancipazione della donna che ha influito sugli effetti di un vissuto consumistico gabbando l’aspetto storico-culturale di una giornata speciale. Una giornata forse liberato, anche se ci sono ancora delle resistenze, dal barbaro cliché di un consumismo il cui denominatore comune si fonda in taluni ristoranti e club privè per i quali, nell’affannosa ricerca di una sempre maggiore pubblicità e visibilità, quasi uno specchietto per allodole, è ghiotta l’occasione  per proporre menù particolari a prezzi concorrenziali e spettacoli osé che vanno colti senza pensarci tanto. Ieri forse si è voltata pagina e per le donne, per questa ricorrenza straordinaria, finalmente si può cominciare a parlare di ‘Giornata Internazionale della Donna’ così come proclamato nell’anno 1910, 112 anni fa, mettendo da parte l’inopportuno ed obbrobrioso ‘festa della donna’. E’ iniziato il capitolo che, trattando ben altri e sostanziosi argomenti, proietta la donna nel firmamento dal quale – pur appartenendole – è stata sempre esclusa. In tale ottica, ieri l’altro a Roma è stato presentato il 2° Rapporto ANMIL “Donne, lavoro e disabilità: tra sicurezza e qualità della vita”, un lavoro, una ricerca di spessore che affronta la questione “donne – lavoro – infortuni” sotto un duplice aspetto: statistico e normativo. Nel lavoro, vengono evidenziati “l’occupazione femminile, gli infortuni e le patologie che al lavoro sono correlate, fino ad arrivare all’accessibilità negata ai disabili e alle problematiche connesse alla conciliazione vita-lavoro” e rilevato che “allo stato attuale, nel nostro Paese, nonostante si possano rinvenire leggi all’avanguardia in materia di salute e sicurezza sul lavoro, non viene dato il giusto riconoscimento al binomio accessibilità – sicurezza, considerato che per i <diversamente abili> il reingresso nel mondo del lavoro, oltre ad essere uno strumento di acquisizione di un più alto grado di autonomia, riveste un fattore cruciale di inserimento nell’economia e nella società in generale che, solo in tal caso, garantirebbe una vera e compiuta integrazione”. “A fronte di questi dati si conferma la necessità di una proposta di legge che favorisca l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro e annulli gli svantaggi come quello legato alla doppia discriminazione rispetto all’inserimento lavorativo (donna-disabile).

I punti di forza della proposta di legge, che l’ANMIL ha sollecitato, in materia di tutela
delle donne lavoratrici e con disabilità, contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di iniziativa della Sen. Silvana Amati e della Sen. Ombretta Colli, sono rappresentati principalmente: dal diritto a prestazioni di assistenza psicologica adeguate; dal favorire la conciliazione tra il doppio ruolo donna e lavoratrice in casa e fuori casa, al fine di evitare lo stress che è causa di infortuni in  itinere e domestici; dalla previsione di risarcimenti più adeguati. Infatti, essendo legata la rendita INAIL al parametro retributivo (che l’ISTAT rileva essere inferiore rispetto agli uomini del 20% a parità di ruolo) la disabilità delle donne è economicamente penalizzata”. Con l’occasione, l’ANMIL ha avanzato la proposta di “una legge di iniziativa popolare con l’ulteriore importante obiettivo di contribuire ad una riforma di più ampio respiro che vorrebbe riordinare tutta la materia della tutela degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, intervenendo sul T.U. del 1965, attraverso una delega al Governo. La raccolta delle 50.000 firme prevista dalla legge partirà subito dopo le approvazioni di rito del testo ed è intenzione dell’ANMIL concluderla in occasione della 62a Giornata Nazionale per le Vittime del Lavoro (14 ottobre 2012)”. Ai lavori della Conferenza stampa presso il Pio Sodalizio dei Piceni hanno preso parte: il Viceministro del Lavoro Michel Martone; il Presidente nazionale ANMIL Franco Bettoni; la Senatrice Silvana Amati; il Commissario straordinario INAIL Gian Paolo Sassi; la Presidente del CUG (Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni) INAIL Antonella Ninci; il Direttore Scientifico di ANMIL Sicurezza Maria Giovannone; la Presidente di Miss Italia Patrizia Mirigliani, mentre la giornalista di RaiNews Luce Tommasi coordina gli interventi. Allestita anche la mostra fotografica del Calendario 2012 ANMIL-INAIL-MISS ITALIA “Donne che Vincono”, con la partecipazione in sala della fotografa Tiziana Luxardo con alcune delle protagoniste.

                                                                               

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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