15 ° ANNIVERSARIO DELLA CANONIZZAZIONE DI S.PIO ADORAZIONE EUCARISTICA “Confidenza in Gesù-Amore assoluto”

ADORAZIONE EUCARISTICA “Confidenza in Gesù-Amore assoluto”

Guida

Dinanzi a Gesù Eucaristia, in ginocchio davanti a Lui, manifestiamo tutta la nostra fede, in quell’atteggiamento di umili creature dinanzi al proprio Creatore, quell’atteggiamento di creature umane che invocano costantemente il perdono, che si impegnano quotidianamente nel cammino della santità, nel cammino della perfezione, proprio come Gesù ce lo ha voluto proporre, in quella quotidianità, in quella ferialità e sappiamo bene come non manchino i momenti di tentazione, di difficoltà, di resistenza alla grazia di Dio e alla sua volontà. San Pio stesso descrive questi momenti di debolezza e nello stesso tempo di forza, di Provvidenza, di un Dio che è sempre lì presente a tendere una mano Essere in ginocchio davanti a Gesù Eucaristia significa attingere tanta forza, ma ciò che è importante, è anche la consapevolezza che Lui è sempre con noi per tenderci una mano, non solo quando siamo in adorazione e in preghiera, ma anche quando siamo altrove, come figli di Dio e darci la forza di essere veri testimoni del suo amore in ogni angolo del mondo.

Canto

ESPOSIZIONE SS. SACRAMENTO

San Pio scriveva: Ho tanta confidenza in Gesù, che se anche vedessi l’inferno aperto dinanzi a me, e mi trovassi sull’orlo dell’abisso, non diffiderei, non dispererei in lui. Tale è la confidenza che m’ispira la sua mansuetudine. Allorché mi metto a considerare le grandi battaglie, superate col divino aiuto sopra del demonio, ne conto tante da non potersi enumerare. Chi sa quante volte, se lui non mi avesse stesa la mano, la mia fede avrebbe vacillato, la mia speranza, la mia carità venuta meno, il mio intelletto si sarebbe oscurato, se Gesù, sole eterno, non l’avesse illuminato!!! (Ep.I,p.317) Riflessione: Avere tanta confidenza in Gesù. Questa confidenza ci comunica, dice San Pio, la sua mansuetudine, perché le battaglie contro le tentazioni non vanno combattute come le battaglie umane, con la forza, l’arroganza, la superiorità; le tentazioni vanno combattute con la mansuetudine. Il tentatore viene sconfitto dalla mansuetudine, dall’umiltà. Questi atteggiamenti ci permettono di accorgerci di Gesù che ci tende la mano, di Gesù che ci illumina. L’arroganza, la forza, la superiorità, a volte anche l’ira, non ci permettono di accorgerci della presenza di Gesù e, credendoci forti, ci ritroviamo perdenti. La fede vacilla? Umiltà. La speranza manca? Umiltà, mansuetudine. L’intelletto è oscurato? Con quegli atteggiamenti idonei torna la luce; Gesù, sole eterno, illumina. Riflettiamo su questi pensieri. San Pio diceva di sé questa fondamentale confidenza in Gesù per accorgersi, con umiltà e mansuetudine, della sua presenza ed attingere tutta la forza necessaria per vincere, superare le tentazioni. Lo stesso consiglio che dà a se stesso lo dà ai suoi figli spirituali.

SILENZIO PER LA PREGHIERA PERSONALE

San Pio scriveva: Che dirò mai mia buona figliuola? Nutrisci la tua anima nello spirito di cordiale confidenza in Dio; ed a misura che ti troverai circondata d’imperfezioni e miserie, solleva il tuo coraggio a bene sperare. Sii molto umile, questa è la virtù delle virtù, ma sia una umiltà generosa e tranquilla. Sii fedele sempre a ben servire nostro Signore, ma osserva nel suo servizio la libertà filiale ed amorosa, senza far provare stilla alcuna d’amarezza al tuo cuore. (Ep.III,p.774/775) Riflessione: Confidare in Dio con cordialità. Cosa significa cordialità se non con il cuore. Bisogna confidare in Dio con il cuore, cioè con la propria esistenza, con tutto se stessi e innanzitutto con quei sentimenti. Ci accorgiamo di tante imperfezioni, di tante miserie, se avremo una cordiale confidenza in Dio e aumenta il coraggio di sperare bene. Il dire: ”Ma io sono così…”non diventa motivo di impossibilità, ma occasione di far agire Dio per mezzo nostro. Quando riconosciamo la nostra miseria, umilmente, Dio diventa ricchezza. Sulla nostra povertà Dio può manifestare la sua ricchezza, sulla nostra fragilità la sua forza, sulla nostra impotenza la sua potenza. Questo è il discorso di fede: non siamo dei rassegnati. E’ proprio quando noi riconosciamo i nostri limiti che Gesù li può superare. Se siamo pieni di noi non c’è posto per Lui. Nell’umiltà Lui ha tanto spazio, nella nostra fragilità può operare i suoi prodigi con forza e potenza. L’umiltà: la virtù delle virtù e San Pio ne dà anche le caratteristiche: un’umiltà generosa e tranquilla. Canto San Pio continua ancora con lo stesso pensiero di confidenza in Dio. San Pio scriveva: Confidenza, adunque, torno ad inculcarvi sempre; nulla può temere un’anima che confida nel suo Signore ed in lui pone la propria speranza. Il nemico della nostra salute è pur anche sempre intorno a noi per strapparci dal nostro cuore l’àncora che deve condurci a salvezza, voglio dire la confidenza in Dio nostro Padre; teniamo stretta, stretta quest’àncora, non permettiamo giammai che ci abbandoni un solo istante, altrimenti tutto sarebbe perduto. (Ep.II,p.394) Riflessione: Sono parole di vangelo vissuto, sono un’esperienza di vita cristiana. Il nemico, dice san Pio, colui che attenta alla nostra salvezza, tende a farci perdere questa confidenza, questo confidare in Dio nostro Padre e allora San Pio ci invita a tenere stretta, stretta quest’àncora di salvezza, affinché non ci abbandoni un solo istante. Quante volte e in quante esperienze di santi c’è questa espressione: ”Io confido in te, Signore”. I santi non hanno parlato tra di loro, ma di certo hanno le stesse ispirazioni tante volte. La verità è sempre una, non c’è mai contraddizione e quindi ritroviamo spesso: ”Io confido in te”. Questa è la nostra fede, non deve abbandonarci un solo istante. Il rischio è troppo elevato. Quanto realmente confidiamo in Dio? Chiediamocelo.

SILENZIO PER LA PREGHIERA PERSONALE

Gesù, Amore assoluto Dagli scritti di Padre Pio: Gesù è tornato al suo luogo di preghiera (l’orto) ed un altro quadro più orrendo del primo gli si rappresenta. Tutti i nostri peccati, con tutte le nostre brutture, si schierano dinanzi a lui, in tutti i loro particolari. Vede tutta la malvagità, la malizia delle creature nel commetterli. Conosce egli fino a qual punto questi peccati ledono e oltraggiano la maestà di Dio. Vede tutte le nefandezze, le immodestie, le bestemmia che si elevano dalle labbra delle creature accompagnate dalla malizia dei loro cuori, quei cuori e quelle labbra create per sciogliere al Creatore soltanto inni di lode e di benedizione. Vede i sacrilegi di cui si imbrattono e sacerdoti e fedeli, non curanti di quei Sacramenti istituiti per la nostra salvezza e come mezzi necessari di comunicazione di grazie divine, fatti mezzi invece di peccati e di condanna per le anime. Canto Dagli scritti di Padre Pio: Vorrebbe scuotere da sé questa immensa mole che lo schiaccia, vorrebbe scaricarsi di questo peso orrendo che lo fa rabbrividire…la natura lotta con sé stessa, tutto consiglia a scaricarsi di questa nefandezze, declinandone la mediazione. Ma il riflesso della giustizia non suffragata, il peccatore non riconciliato, predomina nel suo cuore pieno d’amore. Queste due forze, questi due amori, l’uno più santo dell’altro, se ne disputano nel cuore del Salvatore la vittoria. Chi prevarrà? Non v’è dubbio che egli vuol dare la vittoria alla giustizia offesa…Lui, la santità sostanziale, vedersi bruttato, sia pure in semplice apparenza, di peccato? Questo no. Questo lo terrorizza, questo lo spaventa, questo lo atterrisce.

SILENZIO PER LA RIFLESSIONE PERSONALE

Dagli scritti di Padre Pio:

Prostrato dinanzi alla maestà del Padre suo: “Padre, gli dice, passi da me questo calice”(Mt, 26,39). Come se avesse voluto dire: Padre mio, voglio la tua gloria; voglio che la tua giustizia sia pienamente soddisfatta, voglio che l’umana famiglia sia con te riconciliata. Io, che sono la stessa santità, vedermi bruttato di peccato, ah! Questo no. Passi dunque, passi da me questo calice, ed a te, che tutto ti è possibile, trovi nei tuoi infiniti tesori della tua sapienza altro mezzo. Ma se questo non lo vuoi, “non la mia, ma la tua volontà sia fatta”. (Mt 26,39)

Canto

Dio sia benedetto Benedetto il Suo Santo Nome Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo Benedetto il nome di Gesù Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore Benedetto il Suo preziosissimo Sangue Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare Benedetto lo Spirito Santo Paraclito Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione Benedetta la Sua gloriosa Assunzione Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi Canto finale

 

 

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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